Marche
Da un'antica varietà autoctona del Piceno, Passerina, un vino bianco fresco e morbido, con il pregio della viticoltura Biologica.
Di colore giallo paglierino con riflessi dorati, presenta profumi tipici della frutta tropicale e di fiori bianchi, come la ginestra. In bocca spicca per acidità, freschezza e buona sapidità, con un finale leggermente amarognolo.
Compagno ideale in molteplici abbinamenti, dal classico aperitivo, ai più impegnativi piatti a base di pesce o carni bianche.
| Annata | 2010 |
| Uve | Passerina 85%, Chardonnay 15% |
| Vigneti di Provenienza | Ortezzano |
| Superficie vitata | Passerina Ha 0,4 - Chardonnay Ha 2 |
| Anno di impianto | Passerina: 2 anni - Chardonnay: 6 anni |
| Tipologia del terreno | Passerina: argilloso calcareo - Chardonnay: medio impasto |
| Sistema di allevamento | Guyot |
| Resa per ettaro | Passerina Q.li 130 - Chardonnay Q.li 80 |
| Vendemmia | manuale |
| Vinificazione | Separata delle singole varietà. Fermentazione in acciaio a temp.controllata. Affinamento sulle feccie nobili per almeno 2 mesi |
| Maturazione | In bottiglia per almeno 2 mesi |
| Potenzialità di invecchiamento | |
| Alcol | 11,5% |
| Bottiglie prodotte | 6000 |

Antica varietà autoctona del Piceno e della Marca Fermana, la Passerina è stata da sempre molto ricercata per la sua spiccata generosità produttiva. E' stata riscoperta e rivalutata per la morbidezza e la freschezza dei suoi vini.
Il suo nome deriva dalle dimensioni degli acini piuttosto ridotte e dal fatto che, spesso, i passeri ne beccano gli acini. Nonostante questo evento sia comune a molte uve, nella tradizione contadina la Passerina in particolare ne risulta coinvolta per la qualità della propria polpa.
Il nome CENTVRIA deriva da "centuriazione, un'operazione eseguita dagli agrimensori nell'antica Roma: consisteva nel suddividere un territorio in quadrati uguali chiamati centurie, delimitati da strade chiamate cardi e decumani. Questa operazione, sintetizzata nell'etichetta della botiglia, è verosimilmente riconducibile al vigneto della Passerina.
Sono comunque i genitori Mario e Rosa Sgalippa che dopo una felice esperienza lavorativa extragricola negli anni '50 in Australia decidono nei primi anni '60, di tornare in Italia ad investire i loro frutti in due distinti poderi nei comuni di Ortezzano e Monterinaldo a creare le fondamenta dell'odierna azienda SGALY.
Infatti, nonostante le due aziende fossero ad indirizzo cerealicolo zootecnico è proprio sulla vite che con convinzione e caparbietà decidono di puntare, impiantando subito diversi vigneti specializzati che nel giro di pochi anni, grazie anche alla naturale vocazione dei terreni per questa coltura, permisero di abbandonare definitivamente la zootecnica e far sì che l'uva diventasse il fulcro dell'economia aziendale.
Dopo circa dieci anni di duro lavoro nei campi, insoddisfatto per i traguardi raggiunti ma entusiasta del suo mestiere e convinto delle sue scelte, Tommaso Sgalippa inizia la sua avventura. L'obiettivo è quello di dare vita ad una filiera produttiva di alta qualità.
L'adesione. nel 2004, ai due regolamenti Cee in merito a basso impatto ambientale e Agricoltura Biologica hanno rappresentato le due tappe fondamentali di questo progetto concretizzatosi poi nel 2005 con la realizzazione di una moderna cantina in località Aso di Ortezzano che oggi con grande soddisfazione permette una reale valorizzazione degli sforzi e degl'impegni che la vigna richiede quotidianamente e che si esaltano nei pregiati vini che la famiglia Sgalippa produce.