Piemonte
Il vino "leggero" di Fontanafredda: solo 11 gradi, in confezione speciale da 1 litro, per un tutto pasto di qualità che non appesantisce!
Di colore giallo intenso con riflessi verdolini. Al naso si avverte una grande intensità aromatica di frutta fresca, agrumata, esotica e profumata, con richiami di macchia mediterranea, salvia, rosmarino, origano, timo e camomilla. In bocca è acidulo e fresco, intenso e aromatico, con un retrogusto minerale sapido, lungo e persistente.
Ottimo come aperitivo, si accompagna facilmente con piatti a base di pesce e primi piatti leggeri.
| Annata | 2011 |
| Uve | Malvasia Istriana, Ribolla Gialla, Pinot Grigio |
| Vigneti di Provenienza | colli orientali del Friuli |
| Superficie vitata | 3 ha |
| Anno di impianto | |
| Tipologia del terreno | aranacei, marnosi, ricchi di calcare. |
| Sistema di allevamento | guyot |
| Resa per ettaro | 4500 ceppi/ha |
| Vendemmia | manuale, settembre |
| Vinificazione | in vasche di acciaio inox termo condizionate (18-20° C). Terminata la fermentazione si effettua un travaso |
| Maturazione | 1 mese di affinamento in bottiglia sui lieviti |
| Potenzialità di invecchiamento | |
| Alcol | 11% |
| Bottiglie prodotte | 20000 |

Situata nel cuore delle Langhe, Fontanafredda è una tenuta con oltre 100 ettari di terreno collinare situato nei comuni di Serralunga d'Alba, Barolo e Diano d'Alba, nel cuore di quell'antico Piemonte, simbolo della tradizione enologica più nobile.
La nascita di Fontanafredda come realtà vinicola storica ha inizio nel 1878, grazie alla passione e alla lungimiranza di Emanuele Guerrieri conte di Mirafiori, nobile figura di imprenditore che si dedica la vino con un approccio assolutamente moderno.
Per sua scelta la produzione segue, da subito, i criteri innovativi che puntano ad una costante attenzione alla produzione di vini di qualità, del Barolo soprattutto.
L'azienda conserva oggi tutte le nobili testimonianze del suo passato- la residenza di caccia, il borgo,le ampie cantine, i vigneti- ma continua a rinnovarsi e sperimentare, perfezionando ciò che la natura e la tradizione hanno lasciato.