Piemonte
Da antichi e pregiati vigneti di Cannubi, ecco la nuova annata di questo grande Barolo... a un prezzo di cantina che sorprenderà gli intenditori.
Di colore rosso intenso, con caldi riflessi aranciati. Al naso è complesso, intenso e persistente, con note fruttate, eteree e speziate. I tannini sono importanti ma ben bilanciati, avvolgenti ed eleganti, con un retrogusto intenso e persistente.
Accompagna piatti importanti, primi di struttura, carni rosse arrosto, stufate o brasate, selvaggina e formaggi stagionati.
| Annata | 2005 |
| Uve | Nebbiolo |
| Vigneti di Provenienza | Cannubi |
| Superficie vitata | 3 ettari |
| Anno di impianto | 1982 -1989 -1992 -1998 |
| Tipologia del terreno | marnoso calcareo |
| Sistema di allevamento | guyot |
| Resa per ettaro | 70 q.li/ha |
| Vendemmia | manuale, a fine settembre |
| Vinificazione | macerazione per 8-10 giorni in tini di legno con rimontaggi e follature manuali a seconda delle annate. |
| Maturazione | la maturazione del vino si protrae in legno per tre anni, due dei quali in botti di rovere. Affinamento in bottiglia per almeno 6 mesi |
| Potenzialità di invecchiamento | |
| Alcol | 13 % |
| Bottiglie prodotte | 6.000 (la Riserva) |

Annata 2005
L'annata è stata caratterizzata da un andamento climatico soddisfacente. L'inverno relativamente mite, con precipitazioni contenute, è terminato in una primavera con temperature fresche e scarsamente piovosa. Un forte rialzo della temperatura, al di sopra della media, ha caratterizzato l'inizio dell'estate, per poi scendere, un po' al di sotto della media, in Agosto, mantenendo cielo sereno e scarsa piovosità.
La vendemmia.
Le uve presentavano buone condizioni sanitarie, acidità adeguata, concentrazioni zuccherine elevate e un quadro polifenolico ottimale. Colori marcati e profumi intensi, sono il risultato ottenuto grazie ad un meticoloso lavoro in vigna, di potatura verde e di diradamento dei grappoli. Una riduzione della quantità a favore della qualità!
Il mosto, soggetto a una macerazione di 10-12 giorni, a cappello emerso in grandi tini di legno è stato sottoposto a frequenti fasi di rimontaggio e follatura, che ne consentono l'adeguato ossigenamento. Terminata la fermentazione, il vino è stato indotto alla seconda fermentazione, la malolattica per poi proseguire il proprio affinamento in grandi botti di rovere per 54 mesi ed ulteriori sei mesi in bottiglia.
La nascita vitivinicola della zona di Barolo avviene gli inizi dell'800, anche se il nebbiolo risulta coltivato già nel 1268 a Rivoli in provincia di Cuneo e a La Morra le prime fonti certe riportano al 1495. La prima citazione ufficiale di "Barolo" risale al 1730 in documentazione di commercio tra i Savoia e l'ambasciatore inglese.
Nel 1800 si avviano da Barolo i primi processi lavorativi per ottenere solo vini secchi e non più dolci. Pioniera di questo processo innovativo fu la marchesa di Barolo Giulia Colbert Falletti, quando decise di seguire il metodo dei vini prodotti in "Bordeaux", completamente secchi. Per realizzare questi vini fu chiamato un famoso enologo francese, il conte Oudart, che trapiantò la sua esperienza in Piemonte e in particolare nelle Langhe. Il primogenito Barolo ottenuto dalla marchesa e da Oudart, antenato dell'attuale denominazione, fu da subito un successo in tutta Europa.
(tratto da www.borgognoseriobattista.it)
Il Barolo Cannubi viene macerato per 8-10 giorni in tini di legno con rimontaggi e follature manuali, dosate a seconda delle annate. La maturazione del vino si protrae per più di tre anni, due dei quali in botti di rovere. L'affinamento viene completato con una permanenza in bottiglia per almeno 6 mesi prima della commercializzazione.
Costituisce un raro privilegio possedere un appezzamento di vigneto nel cru storico di Barolo, i Cannubi. Lo è ancor più avere la propria cantina, dove vinificare e affinare Barolo, proprio nel cuore della collina. Capostipite dell'azienda fu Francesco Borgogno, che produceva Barolo per la piccola osteria nel borgo antico di Barolo. Alla sua morte i terreni passarono in eredità al nipote Lodovico e, per suo tramite, a Serio e Battista, che si misero a coltivare tre ettari di Nebbiolo ed un'altra vigna di Dolcetto, ai Fossati. Nel 1959, Lodovico e i figli Serio e Battista costruirono un'ampia cantina. Su questa "lingua di terra" dai lineamenti inconfondibili, in uno dei più spettacolari angoli di Langa, la tradizione dei Borgongo è ormai centenaria ed il legame profondo con le radici familiari ha plasmato il modo di essere dell'azienda, nel vigneto come in cantina, anche adesso che il tempo ne ha di nuovo cambiato i protagonisti. Oggi l'azienda possiede quattro ettari vitati, di cui tre a Nebbiolo da Barolo, dislocati nei tre versanti dei Cannubi. Oggi, dopo la scomparsa di Battista, l'azienda è condotta dal fratello Serio e dalle figlie Paola e Anna, con l'aiuto del marito Marco Bolla, che si occupa della cantina.
Per le grandi occasioni... e non solo
Ottimo vino, molto equilibrato, si abbina bene sia a piatti carichi che più delicati. Bevuto fuori pasto nelle fredde serate invernali risulta un ottimo compagno di una notte