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Veneto

Azienda Agricola Giol

Prosecco Frizzante Spago DOC

La versione frizzante del Prosecco Giol, semplice, immediato e rigorosamente bio, si è aggiudicato la Medaglia di Bronzo al Concorso Internazionale di Vini Bio di Montpellier 2012: da provare!

Appunti sensoriali

Alla vista si presenta colore giallo paglierino scarico con riflessi verdognoli, dal profumo fruttato, con note spiccate di mela verde e, in misura minore, di pesca, con note floreali di glicine e fiori d'acacia. Il bouquet è fine e fruttato.
Asciutto e sapido si accosta bene a crostacei, molluschi, pesci leggeri, risotti alle erbe, tartine al salmone, crepes di ricotta e spinaci.

1 confezione da 6 bottiglie

€ 49 (iva inclusa)

 


Voto medio dei soci




Annata  
Uve  Prosecco (Gerla)
Vigneti di Provenienza  Provincia Treviso
Superficie vitata  10 ha
Anno di impianto  2004/2007
Tipologia del terreno  argilloso a scheletro prevalente/sabbioso e limoso
Sistema di allevamento  sylvoz su controspalliera
Resa per ettaro  14 t/ha
Vendemmia  manuale
Vinificazione  pigiadiraspatura, pressatura, decantazione statica dei mosti a freddo
Maturazione  rifermentazione indotta in recipienti di acciaio chiusi (autoclavi). Seguono chiarifica e filtrazione finale
Potenzialità di invecchiamento  
Alcol  11%
Bottiglie prodotte  
 
Le uve vengono vinificate negli storici poderi "La Bicana", "Il Bassonet", "Le Gerette", "Spiridiona", a San Polo di Piave (TV) con tecniche di agricoltura biologica, nel rispetto dell'ambiente e della materia prima, a garanzia del consumatore.
I terreni sono alluvionali e prevalentemente ghiaiosi, di media struttura e discreta fertilità.
Il clima in estate offre temperature diurne medie di 28-30 gradi mentre la presenza delle colline durante la sera garantisce un'escursione termica fino a 18 gradi.
Queste condizioni favorevoli conferiscono ai vini una piacevole acidità, profumi freschi, eleganti e fruttati, ed una struttura equilibrata.


Ottenuto da uve Prosecco-varietà Glera. 

Raccolta manuale delle uve all'ottimale grado di maturazione tecnologica, pigiadiraspatura, pressatura, decantazione statica dei mosti a freddo e inoculo con lieviti selezionati. Fermentazione controllata a freddo, 14° C.
A fine fermentazione si procede al travaso, leggera chiarifica per la stabilizzazione proteica e successiva filtrazione. L'imbottigliamento avviene a seguito di una rifermentazione indotta in recipienti di acciaio chiusi (autoclavi): il vino per un mese aumenta la sovrapressione interna di circa 2,5 atmosfere fino a terminare la fermentazione: a questo punto si procede con la chiarifica e la filtrazione finale.


Dal 1427, data a cui risale la prima documentazione scritta, nelle cantine Giol uomini del vino si tramandano esperienza, tradizione e cultura locale del fare vino. Questa antica cantina di straordinario impatto emotivo, è un complesso non intaccato dal tempo che suggestiona e sorprende con una cornice di tigli e glicini secolari costeggiati da un ruscello d'acqua sorgiva.

Protetta da antiche pareti spesse oltre un metro, la Cantina Grande è stata fin dai tempi dei Conti Papadopoli un ambiente ottimale per l'invecchiamento di vini di qualità. Esternamente la Cantina si presenta come un grande edificio su due piani con una splendida muratura e la facciata su cui si apre l'ingresso ha una ricercata decorazione delle finestre con tessere in pietra a vista originarie del luogo; gli altri due lati invece si caratterizzano per la presenza di sassi di fiume a vista alternati a mattoni lavorati a mano. Al piano terra troviamo una delle più imponenti e suggestive bottaie esistenti nel nord-Italia.
Un anfiteatro di 78 botti di diverse capacità (le più grandi addirittura da 26000 litri) protetto da fitte travature (oltre 220 travi) che sorreggono un immenso granaio. Al piano superiore è possibile infatti ammirare un unico grande spazio di dimensioni straordinarie: 78 metri di lunghezza e 18 di larghezza: qui abbiamo essiccato e conservato il grano per secoli.
La copertura è sostenuta da complesse ed imponenti capriate. Durante la Prima Guerra Mondiale gli austriaci occuparono tutta la zona e fecero del Castello e delle Cantine un presidio militare. In quegli anni, intere forme di formaggio venivano nascoste all'intero delle botti per sottrarle alla confisca; da qui l'origine di un formaggio noto come "l'ubriaco". A testimonianza del passaggio delle truppe rimangono, inoltre, i segni dei proiettili sparati contro alcune botti: fortunatamente il loro spessore era tale da resistere ai colpi di arma da fuoco salvaguardandone il contenuto.


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